Vacanze al lago (sesta parte)...




Da bravi ometti, hanno riordinato tutto, prima che potessimo fare troppi commenti.
La serata l’abbiamo passata tra: la sistemazione nelle camere e qualche chiacchiera nella sala “relax”.
Questa sala è molto grande, ha due divani da quattro e tre poltrone, un mega tappeto morbidissimo in mezzo e sue due pareti un mobile, pieno di cianfrusaglie.
Io, Fede, Sabrina e Paolo ci siamo rilassati sui divani, mentre gli altri entravano, uscivano scendevano e salivano.
Marco l’ho visto uscire mentre stavo andando in camera, senza farmi notare l’ho seguito, prima è andato a salutare “caffèlatte” poi si è sdraiato sullo sdraio, sotto gli alberi, l’ho spiato per qualche minuto, dopodiché ha estratto il cellulare e così sono salita in camera, dove Fede e Sabry erano già sul letto, una che leggeva un romanzo e l’altra che faceva esercizi di rilassamento. Io sono uscita in terrazzo, ho fatto il giro per arrivare davanti dove era sdraiato Marco, quando mi sono sporta dal balcone mi sono sentita abbracciare, così ho esclamato pensando fosse Fede:
«Dai, sto spiando Marco! »
Così l’abbraccio è diventato più forte ho guardato in su, ed ho visto che non era Fede ma Marco, mi è venuto un accidente, allora mi ha sussurrato:
«Mi spiavi?! Lo sai che ti ho vista, non stavo telefonando, facevo finta per vedere cosa facevi, e quando ho sentito che andavi via ti ho seguita, visto sono stato più bravo di te, non mi hai sentito…» io ho risposto:
«Ho visto, ho visto! Guarda che bel cielo, qui si può stare a naso in su ad ammirare le stelle, è romantico! Che ne dici?!»
Lui non ha detto niente ed è rimasto abbracciato a me per molto tempo.

Primo giorno
Il gelato

La prima cosa da fare è dare la “pappa” a “caffèlatte” compito destinato a Fede e a me, mentre le altre ragazze preparano la colazione. Dopo colazione abbiamo fatto un giro per il paese, tanto per avere un’idea di dove andare per la spesa. Intanto abbiamo notato una gelateria, una pizzeria, una bella chiesa, e tanti bei negozietti. Siamo entrate in un negozi di articoli varie dove abbiamo comprato il guinzaglio per “caffèlatte” ed altri accessori, poi siamo andate al parco, e lì siamo rimaste fino ad ora di pranzo, nel frattempo abbiamo visto Sabry che si allenava, Paolo e Luca in gelateria. Mentre tornavamo a casa abbiamo incontrato Stefano che ci ha riferito di aver visto Marco entrare in un negozio di fiori, e così ci siamo chieste chi era la fortunata.
Tornate a casa Marco era in sala da pranzo e stava sistemando dei fiori nei vasi, e così abbiamo imparato che era stata Valentina a chiedergli di andare a comprare i fiori per fare più bella la tavola! Ci sono cadute le braccia.
A pranzo è andata bene, la mamma di Caty aveva preparato il minestrone. Dopo c’è stata la sorpresa, molto gradita, Giorgio e Luca avevano comprato il gelato.
Vicino a me avevo da una parte Fede e dall’altra Marco, che a ogni leccata di gelato mi guardava sorridendo, mi sono girata verso Fede che non diceva niente, poi alla fine del gelato sempre sorridendo con un dito mi ha pulito la punta del naso, ecco perché rideva e quella fetente non mi diceva niente.
Ero alquanto imbarazzata, sentivo che stavo andando a fuoco, quel semplice gesto mi aveva provocato un grande imbarazzo, Fede mi additava e dicendo:
“Sei tutta rossa, sei tutta rossa!”
io sempre più imbarazzata gli davo dei  pestotti sui piedi che non provocavano alcun ché! Marco rideva, allora ho preso un cucchiaino di gelato e l’ho spalmato sul naso di Fede, che in pochi secondi è diventata rossa, così le ho ribattuto:
“Sei tutta rossa, sei tutta rossa!”
e lei mi ha guardata con un’espressione serissima, pensavo se la fosse presa, invece poi è scoppiata a ridere, e così il pranzo è degenerato, tutti che spalmavano gelato a tutti, almeno così io ho avuto un alibi per il mio imbarazzo. Alla fine della battaglia eravamo tutti appiccicosi, la scena tra le coppie era a dir poco disgustosa, si leccavano come se la propria faccia fosse un gelato, ho guardato Fede e poi Marco e anche lì siamo scoppiati a ridere. Dopo aver sistemato velocemente la sala “pappa e ciccia” abbiamo deciso che il pomeriggio era libero anche perché ormai era troppo tardi.
Non ho fatto in tempo a chiedere a Marco di uscire che era già in compagnia di di Paolo e Stefano, che lo stavano aspettando in giardino. “Pazienza” mi sono detta, sarà per la prossima volta. Ho chiesto a Fede, ma lei voleva leggere, Sabrina era già scappata per smaltire l’abbuffata, così sono uscita da sola, durante la mia passeggiata solitaria ho incontrato Giorgio e Caty così mi sono aggregata a loro. Durante la passeggiata siamo entrati un negozio di articoli da regalo e ricordini, in quelle due settimane avevamo due compleanni, il primo di Sabrina e poi quello di Marco, c’era su di uno scaffale un bellissimo elefante di legno, sapevo che lui ne faceva la collezione, e così senza tanto pensarci l’ ho comprato.  Il suo compleanno era il 19 agosto, un vero “Leoncino”, questo doveva essere il mio regalo personale, a questo punto eravamo pronti per tornare a casa, quando mi è sembrato di intravedere Ottavia con i suoi genitori, sono corsa verso di loro ma quando sono arrivata ormai erano spariti, forse era stata solo la mia immaginazione, infatti dopo poco ho visto tornare dalla stessa via di dove mi era sembrato sparire Ottavia una bimba che le assomigliava tanto, anche gli altri pensavano fosse Ottavia, però quando l’ho chiamata non si è girata e quando sono arrivati due adulti e l’hanno chiamata hanno detto Chiara, ci sono rimasta un po’ male avrei tanto voluto rivederla.
Nel tornare a casa abbiamo notato vicino ad una fontana un’auto uguale identica  a quella dei genitori di Ottavia; ma non abbiamo indagato, e il tutto è finito lì.

Alla sera prima di andare a dormire mi sono recata in cucina per farmi una camomilla; ero agitata ma non sapevo il perché, tutte le volte che stavo per addormentarmi vedevo Ottavia che mi correva incontro e di botta mi svegliavo, così dopo aver provato ad addormentarmi per varie volte senza alcun risultato, poi è arrivata Valentina che è rimasta a farmi compagnia e poi  è saltato fuori che anche lei non riusciva a dormire, lei e Davide avevano litigato perché Davide aveva ricominciato a fumare, e Vale proprio non lo sopporta, e poi dopo che ci aveva messo così tanto tempo per smettere, lui invece diceva che non aveva ricominciato ma dato che era nervoso solo con il fumo riusciva a calmarsi, insomma raccontava tante balle invece di ammettere che aveva ricominciato e così Vale si è rotta del tutto ed eccoci qua sole solette a berci la nostra camomilla sperando di prendere presto sonno. 

Continua... alla prossima settimana.

Scritto da: Marzia


5 commenti:

  1. Eccomi Marzietta, che dici...
    ...puntuale?!?

    Sai, più vado avanti a leggere qs. tuo racconto e più mi pervade una sensazione di freschezza, purezza, innocenza, buoni sentimenti...qualche scaramuccia, sì, ma cosine marginali...nulla di che. Che bello...
    ...se solo il mondo fosse così...con il profumo dell'innocenza e del mutuo soccorso garantito dal cuore, in ogni dove...anche per un adorabile cagnolotto!

    Mi piace, non sai quanto.

    Abbraccione, amicuccia mia*

    Maddy

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  2. Questo romanzo mi prende sempre di più!!!
    Un baciottissimo!!!
    Denny*

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  3. ♥ Grazie Maddy e Danny, in questo romanzatto ci sono fatti successi veramente nella ma vita, ma qua riveduti!!!! Siete le mie migliori lettrici, smak e buona settumana di cuore♥♥♥♥

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  4. Eh eh eh...io lo sospettavo, che ci fossero stralci di vita realmente vissuta...

    Ti auguro il più bel finale possibile!

    Maddy

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  5. Ciao Marzia, scrivere e' un modo per ripercorrere la propria vita, un segno che lasci, bello questo racconto, narra cose che possono succedere a chiunque quindi in alcune situazioni ci si immedesima, la lettura scorre velocemente, e' piacevole, complimenti, brava, buon pomeriggio rosa

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